01 Novembre 2020
Interviste

La legge del bomber: Andrea Carone

Quattro chiacchiere con ...
26-10-2017 - Intervista a Andrea Carone
Ciao Andrea. Come saprai la prassi è di iniziare da qualche domanda generale su di te. Dicci da dove provieni.
Sono nato e cresciuto a Verona.

Dove ti sei formato calcisticamente e da quanti anni sei qui al Verona calcio a 5?
Come molti miei compagni ho iniziato nel mondo del calcio a 11. Ho iniziato quando ero molto piccolo, a 5 anni, in una squadra di quartiere qui a Verona. Poi sono passato al Sona Mazza, dove sono rimasto fino all´età di 16 anni e dove ho "collezionato" qualche provino con squadre professionistiche. A cavallo fra i 16 e i 17 anni ho scoperto il calcio a 5, e grazie a mister Langè e a mister López ho avuto la possibilità di esordire in serie A2. L´anno dopo, in A1, ho raggiunto un buon numero di presenze e collezionato anche qualche gol. In tutto sono rimasto a Verona cinque anni.
Dopo questa prima esperienza in gialloblù ho giocato due anni a Vicenza e uno all´Audace, per poi passare, l´anno scorso, a Mantova. Dopo la promozione in Serie B ottenuta proprio lo scorso anno sono tornato qui al Verona calcio a 5, dove era iniziata la mia avventura nel mondo del futsal.

In questo campionato stai vestendo i panni del vero e proprio "bomber": 6 gol finora con, fra l´altro, due doppiette. Quanto reputi importante la squadra nel fare uscire le tue qualità sotto porta?
L´importanza della squadra, a mio avviso, è imprescindibile. Prendiamo l´esempio dell´anno scorso: il mio numero di gol non è stato quello sperato. Ne ho segnati di pesanti, certo, ma non nelle quantità che avrei voluto. Eppure, soprattutto grazie a un gioco molto sinergico e all´unione del gruppo siamo riusciti a centrare l´obiettivo promozione.
In termini più generali posso dire che facendo questo ruolo cerco sempre di farmi trovare nel posto giusto al momento giusto per finalizzare al meglio la manovra d´attacco.

Quale pensi che sia il tuo punto di forza?
Il Mister mi ha sempre detto che il mio punto di forza è la difesa. Personalmente non potrei essere più d´accordo: trovo davvero galvanizzante difendere forte, recuperare palloni e ripartire in contropiede.

Dove deve migliorare questo Verona C5?
Penso che gli aspetti dove dobbiamo migliorare maggiormente siano la gestione della palla e la tenuta psicologica: dobbiamo abituarci a non farci trascinare dagli eventi, da tutti quegli episodi e situazioni che possono accadere in partita. Solo così possiamo colmare le nostre lacune e guardare sempre avanti.

Quali sono le tue impressioni sul gruppo di quest´anno?
Il gruppo è molto compatto e piano piano stiamo trovando un nostro equilibrio di squadra. I ragazzi mi danno sempre grande energia e mi stimolano a dare costantemente il massimo.

E per quanto riguarda lo staff?
Anche con loro mi sto trovando molto bene. Tutti i componenti sono grandi professionisti, che non fanno mai mancare a me e alla squadra vicinanza e disponibilità per ogni tipo di esigenza, anche extra-calcistica.
Con alcuni componenti dello staff ho condiviso bellissimi ricordi in passato, e poter lavorare ancora insieme è stato - ed è - davvero piacevole. Ho avuto la sensazione come di essere tornato a casa.

Qual´è il tuo obbiettivo personale per quest´anno?
Senza troppi giri di parole, non mi piace parlare dei miei obiettivi come "personali". Il gruppo, per me, viene prima di ogni cosa. Quello che cerco di fare è dare il massimo in ogni squadra in cui gioco; quest´anno sono a qui a Verona e chiaramente, come in ogni altra esperienza, vorrei riuscire ad esprimere il meglio di me portando la squadra a raggiungere il massimo risultato possibile.

Quali reputi siano, allora, gli obbiettivi di squadra?
L´obbiettivo, in primis, deve essere quello di salvarsi. Da lì in poi tutto ciò che arriverà sarà tanto di guadagnato.

Arrivate da un buon 2-2 su un campo difficile come quello dell´A-team. Ad ogni modo cosa sarebbe servito, a tuo avviso, per fare il colpaccio e portare a casa i tre punti?
Come dicevo in precedenza, probabilmente avremmo dovuto gestire meglio alcune situazioni di gioco. La partita, comunque, è stata molto intensa, con ritmi di gioco elevati, quindi tutto sommato abbiamo portato a casa un buon punto in un palazzetto ostico.

Sensazioni in vista della gara interna col Montecchio?
Il Montecchio è una buona squadra. È allenata da un mio ex allenatore e conoscendolo starà motivando i suoi giocatori a dovere. Per questo stiamo preparando la partita nel migliore dei modi, e cercheremo di scendere in campo con la giusta mentalità.
Come si suol dire, dovremo avere il "coltello tra i denti". Poi che vinca il migliore.



scritto da Francesco Scolaro
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